CSI per il Mondo

CHI SIAMO

 


 

Dall'impegno internazionale del Centro Sportivo Italiano è nato CSI per il Mondo.

Forte dell’esperienza maturata negli ultimi quattro anni, durante i quali sono già partiti più di 150 giovani per vari Paesi in via di sviluppo, CSIperilMondo , il progetto di Volontariato Sportivo Internazionale del Centro Sportivo Italiano, è pronto ad attivare le missioni estive 2017.

Nella Sala Giunta del CONI a Roma, lo scorso 23 maggio, personalità del mondo dello sport, della politica e della cultura italiana hanno confermato la loro adesione al Comitato d’Onore di CSIperilMondo, incontrando alcuni dei circa 50 volontari pronti a partire per le missioni estive 2016.

Alla presenza di Massimo Achini, Presidente del CSI, oggi si è insediato ufficialmente il Comitato d’Onore che sostiene il progetto nei suoi valori e nei suoi obiettivi e avrà funzione di indirizzo strategico per lo sviluppo dell’iniziativa. Il Comitato sarà composto da: Giovanni Malagò, Presidente del CONI, coadiuvato dal Segretario Generale Roberto Fabbricini; Mons. Melchor Sanchez de Toca, Sottosegretario al Pontificio Consiglio della Cultura; Diana Bianchedi, Direttore Generale del Comitato promotore di Roma 2024; Marco Brunelli, Direttore Generale Lega Serie A; Raffaele Chiulli, Presidente dell’ARISF (Associazione delle Federazioni Sportive riconosciute dal CIO); Silvia Costa, Parlamentare europeo; Cristiano Habetswallner , Responsabile Sponsorship TIM Telecom Italia; Mohammed Hanzab, Presidente di ICSS (International Centre for Sport Security) e di Save the Dream; Gianni Gola, membro della commissione CIO “Sport per Tutti”; Gianni Letta, ex Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri;   Gianni Merlo, Presidente AIPS (Associazione Internazionale della Stampa Sportiva); Andrea Monti, direttore de La Gazzetta dello Sport; Massimo Moratti , promotore di Inter Campus; Luca Pancalli, Presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico); Mario Pescante, membro CIO (Comitato Olimpico Internazionale); Michele Uva, direttore generale FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio).

I giovani delle società sportive di base che hanno aderito volontariamente alla “chiamata” del CSI metteranno a disposizione il loro tempo per condividere un’esperienza umana unica nel suo genere e portare una testimonianza forte dei valori sportivi del nostro Paese. Tra loro giovani allenatori, animatori, arbitri e dirigenti volontari, con esperienza maturata nel CSI come associazione di promozione sportiva italiana ma non solo: aderiscono anche ragazzi e ragazze che intendono condividere sul piano umano ed educativo un impegno e trasformare una occasione di incontro in un momento di crescita per loro e per le comunità che li accoglieranno.

Per i volontari presenti (tutti ragazzi tra i 20 e i 30 anni: Giulia, Paola, Luca, Alberto, Antonietta, Davide e Gaia) ha parlato la loro coordinatrice, Valentina: “Il sogno che non abbiamo realizzato vorremmo fosse il sogno di ognuno di voi”. Tutti i volontari si pagano il biglietto aereo di tasca loro: i risparmi sono messi da parte per portare sport, gioco, cultura sportiva e un sorriso nei Paesi più arretrati.

In questo senso, il CSI intende sottolineare con particolare entusiasmo la riuscita della proposta che ha lanciato verso i giovani, i quali hanno dimostrato di sapere cogliere e far proprio il messaggio di Papa Francesco, pronunciato il il 7 giugno 2014, incontrando in Piazza San Pietro i ragazzi delle società sportive di base; il Pontefice aveva invitato le nuove generazioni a “portare un pallone nelle periferie del mondo”.

Le prime missioni che saranno attivate sono quelle del periodo estivo e riguardano il Camerun (dal 16 luglio all’8 agosto), dove sono in programma alcune iniziative di “inaugurazione” del programma di CSIperilMondo anche di carattere istituzionale; Kenya (dal 18 al 25 luglio); Haiti (dal 6 al 28 agosto), impegno consolidato per CSIperilMondo sin dal post terremoto; il Congo (dal 29 luglio al 19 agosto), l’ Albania (dal 30 luglio al 13 agosto) e il Brasile (dal 3 al 22 agosto), che vede il CONI in prima fila nell’ideazione e nell’organizzazione della missione, riservata, nell’anno delle Olimpiadi, a volontari selezionati.

Nella seconda parte dell’anno, durante il periodo autunnale e invernale, saranno previste altre missioni che arricchiranno il programma dei prossimi mesi, coinvolgendo altri Paesi in via di sviluppo: RuandaRepubblica CentrafricanaMadagascarNepalColombia Palestina. Con il progetto CSIperilMondo, il Centro Sportivo Italiano è ancora una volta al servizio dello sport educativo e, in questo senso, si stanno programmando anche alcune iniziative specifiche verso il mondo degli immigrati e dei giovani rifugiati.

 

LE DICHIARAZIONI DI TUTTE LE PERSONALITA’ PRESENTI IN CONFERENZA STAMPA

Massimo Achini, Presidente del CSI : “Le persone qui presenti si sono riunite oggi per la forte fiducia che ripongono nei giovani. Questo è un progetto che speriamo possa crescere fino a poter coinvolgere sempre più volontari. Oggi presentiamo un sogno che è un po’ una follia, insieme agli amici che si sono uniti in questo progetto e che condividono la nostra visione dello sport. Nasce tutto dall’invito di Papa Francesco che, incontrando le società sportive di base di tutta Italia, il 7 giugno 2014, ha chiesto alle nuove generazioni di ‘portare un pallone nelle periferie del mondo’. Noi abbiamo preso sul serio quella frase: partendo dalla realtà oratoriale abbiamo cercato giovani disponibili ad andare in angoli del mondo disagiati a portare la gioia dello sport, ottenendo per l’iniziativa un successo inimmaginabile”.

Giovanni Malagò, Presidente CONI : “Sono felice, complice e alleato per questa iniziativa meravigliosa. Penso che oggi lo sport sia nell’agenda di tutti, indifferentemente dall’età, dalla religione, dall’etnia, dagli orientamenti o dalle ideologie. Certe zone del Mondo, persino del nostro Paese, giocano partite critiche, e lo sport potrà dare alle persone che vivono in queste zone l’opportunità di trovare altro al di fuori di povertà o criminalità. La società ormai deve essere integrata in ogni aspetto ed il CONI è assolutamente convinto di dover portare il proprio credo al di fuori dei nostri confini. Stiamo facendo un lavoro straordinario, in particolare con i migranti: pensate queste persone, abituate a dormire su delle brandine, quale gioia possano provare per una partita di pallone, un playground di pallacanestro o un po’ di attività a corpo libero”.

Mons. Melchor Sanchez de Toca, sottosegretario al Pontificio Consiglio della Cultura : “Lo sport è l’esperanto dell’umanità, un linguaggio universale per cui non serve traduzione per capirsi: dai un pallone ai ragazzi e questi cominceranno a giocare. Tutti i nostri missionari sanno che lo sport è fondamentale nell’educazione, abbiamo avuto tanti esempi, da Padre Pino Puglisi a Filippo Neri, di volontari che formavano i ragazzi attraverso l’attività sportiva. Sarebbe bello vedere i campi sportivi accanto ai luoghi di culto, ed è necessario unire le forze nello spirito degli insegnamenti di Papa Francesco. Non basta portare attrezzature o costruire infrastrutture, è necessario investire sulla formazione delle persone. C’è più gioia nel dare che nel ricevere”.

Diana Bianchedi, Direttore Generale del comitato promotore di Roma 2024 : “Quando abbiamo incontrato i ragazzi siamo rimasti colpiti dall’entusiasmo e dalla forza con cui essi raccontavano le proprie esperienze, ed abbiamo abbracciato questa sfida grazie anche alle loro parole. Vorrei che i volontari che vanno in missione potessero essere affiancati dai campioni sportivi, perché questi possano trasferire la loro esperienza a tutti e rendere i volontari ancora più forti. E credo anche che i ragazzi dovrebbero andare in giro nelle nostre scuole a portare i forti messaggi delle loro testimonianze; nell’istruzione c’è bisogno di esempi così belli”.

Raffaele Chiulli, Presidente dell’ARISF : “Siamo qui per mettere a disposizione tutto ciò che possiamo per permettere che attività del genere possano continuare. Vi ringrazio a nome delle 35 federazioni riconosciute dal CIO: siamo orgogliosi di far parte di questo progetto. Sarebbe bello ipotizzare una agenda per le Istituzioni, in modo da supportare concretamente tale progetto, per dare tangibili segnali di vicinanza e realizzare qualcosa di importante tutti insieme”.

Mohammed Hanzab, Presidente di ICSS: “Sono veramente onorato di far parte di questo comitato, che mi ha permesso di assistere a opere meravigliose come la missione ad Haiti. Vedere i ragazzi volare per portare lo sport ai bambini, il futuro del nostro mondo, è stato emozionante in termini di voglia e passione. Tutti i Paesi hanno problemi, per questo dobbiamo essere uniti, formare un team. Attraverso lo sport possiamo dare tanto, aiutare molte aree disagiate, mostrando a tutti che siamo più uniti che mai perché abbiamo una grossa responsabilità nei confronti del futuro. Per cambiare il mondo dobbiamo avere le idee e la forza per poterle divulgare”.

Gianni Gola, membro della commissione CIO “Sport per tutti” : “Questo progetto ha diversi punti forti: l’incoraggiamento, ad esempio, partendo da quello, dato da Papa Francesco, che ha dato vita ad una simile attività. Anche i ragazzi sono un perno dell’iniziativa, con la loro forza e passione. Di fronte a tanto, la disponibilità non può che essere massima. Un esempio nobile è quello degli sportivi militari, che si dedicano allo sport come veicolo di unione, a dispetto di quanto, talvolta, possa sembrare all’esterno”.

 

Gianni Letta, ex sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri : “L’iniziativa si inserisce perfettamente ed in maniera coerente in un contesto in cui l’ONU ed il CIO perseguono la pace attraverso i valori dello sport. I volontari non portano solo il pallone nelle periferie, ma allegria, voglia e, soprattutto, l’esempio: la prima volta che ho sentito il racconto di uno dei volontari, mi sono emozionato perché è meraviglioso vedere, specie nei tempi difficili come quelli attuali, la disponibilità e la voglia di queste persone. Ci vuole poco a riporre fiducia in giovani come quelli che partecipano a questa esperienza, perché sentono veramente propri i principi alla base di tutto questo, e portano con loro uno stimolo, un invito al riscatto per Paesi che ne hanno bisogno”.

Massimo Moratti, promotore di Inter Campus : “Viviamo un’esperienza simile attraverso Inter Campus, che è in diversi Paesi per portare lo sport tra i bambini. Nasce non per imporre lo sport, ma perché c’è bisogno di sport. Siamo partiti dalle favelas, ed una volta iniziato è stato impossibile fermarsi perché c’è una necessità sempre più grande, ci si sente sempre in debito verso un mondo che gode davvero delle piccole gioie che vi si offrono. Il segno del buon lavoro che si sta facendo è testimoniato proprio dal numero di giovani che sempre più si avvicinano e spingono per partecipare a iniziative come questa. Per i volontari è un’esperienza fantastica, perché permette di imparare il rispetto mentre si porta in giro la vera democrazia, quella dei valori”.

Mario Pescante, membro del CIO : “I valori dello sport sono l’antitesi delle ideologie che ci separano, perché creano ponti per oltrepassare le barriere che si creano nella vita. Lo sport ha sempre lanciato messaggi di unione, di integrazione, di riconoscimento: si pensi alla squadra di rifugiati del CIO che concorrerà alle prossime Olimpiadi di Rio 2016, con la speranza che essi possano tornare in patria. Nel mondo ci sono tante persone che portano aiuto nelle realtà più disagiate; forse manca un po’ di coesione tra le numerose attività di volontariato per poter dare una risposta ancora più forte ed efficace. Il progetto è animato da valori forti come quelli che stanno alla base delle manifestazioni internazionali più importanti: rispetto per l’avversario, pace, unione, solidarietà”.

Michele Uva, direttore generale FIGC : “Siamo disponibili a far corsi gratuiti di volontariato sportivo a Coverciano, perché riteniamo che siano formativi ed utili. Troveremo delle intese per quanto riguarda tutor, risorse e testimonial, così da realizzare qualcosa in linea con i principi del volontariato e mettere i ragazzi maggiormente nelle condizioni di portare i loro messaggi nel mondo, aumentando anche la disponibilità delle missioni. Di fronte alle storie dei ragazzi ci si sente quasi piccoli per via dell’importanza del lavoro svolto, per cui è normale aprirsi a percorsi congiunti”.

CSIperilMondo gode ora anche della partnership de La Gazzetta dello Sport, mentre ICSS (International Centre for Sport Security) lo sostiene già dall’anno scorso attraverso il progetto Save the Dream.

Un contributo anche da parte di ErreàDHL e Private Broking che, con i loro prodotti o servizi, hanno reso sostenibile la partenza dei giovani volontari.

CSiperilMondo è lieto inoltre di confermare che alcuni rappresentanti del mondo dello sport hanno sostenuto l’iniziativa aderendo all’ Operazione Simpatia, all’interno della quale FIGC, Lega Serie A, Lega Pallavolo Serie A Maschile, FIBa, FGI, FIDAL, FIPAV, porteranno il loro contributo ai più piccoli e bisognosi del mondo donando loro materiali e servizi informativi per supportarli nella pratica e introdurli alla cultura dello sport.  

Oltre a ciò, “ Shoes4Life”, onlus impegnata nel sociale e attiva nella distribuzione delle scarpe usate ai bambini più svantaggiati, anche per quest’anno s’impegna a mandare calzature sportive ricevute in occasione della seconda edizione del workshop sportivo #letsgotohaiti, in coordinamento tra CSI e Save the Dream.

 

Alle origini di un progetto mondiale.

E' cominciato tutto così…

Haiti dista 1142 km chilometri da Miami.
In pratica meno di due ore di volo.
Haiti è il paese meno sviluppato dell'emisfero settentrionale e uno dei più poveri al mondo. Haiti occupa la 153ª posizione su 177 paesi classificati in base all'Indice di sviluppo umano. Circa l'80% della popolazione vive in una condizione di povertà degradante, il 54% vive con meno di un dollaro al giorno, posizionando così il paese al penultimo posto nel mondo nella relativa classifica.
Follie incomprensibili della società del nostro tempo.
Parte della popolazione mondiale vive in condizioni di " ricchezza" (tra questi ci siamo anche noi, anche se ci lamentiamo per la crisi e la Spending review). Un'altra parte della popolazione mondiale vive invece in condizioni di povertà (e spesso non si lamenta ma ringrazia Dio ogni giorno per il dono di essere vivi). Tra queste c' è anche il popolo haitiano.
Come si vive ad Haiti è difficile da spiegare. L'età media di vita supera di poco i 30 anni. Dimenticata da tutti e dal mondo, colpita dalla tragedia di un terremoto travolgente, alle prese con epidemie di colera e con “baraccopoli” che ospitano oltre 250 mila persone, la capitale del paese sembra appartenere ad un viaggio nel tempo che riporta indietro di almeno 100 anni.
Qui persino giocare è un lusso. I bambini non hanno palloni da rincorrere, non hanno spazi in cui giocare (sembra assurdo ma è così!)  non hanno magliette da indossare...

 

Francamente aprire il CSI ad Haiti sembrava una "follia" prima di tutto a noi. Ci riusciremo? Saremo in grado? Dove troveremo le risorse? 
Quella follia abbiamo scelto di condividerla, a partire da Settembre 2011, con tutta l'associazione. Come è andata a finire? Semplice. Abbiamo realizzato l’impossibile.
Dal 2011 ogni estate un numero sempre maggiore di volontari provenienti dalle società sportive del Centro Sportivo Italiano sono partiti, con lo stemma del CSI sulla maglietta e una missione: portare gioia e speranza con un pallone nei luoghi più difficile del mondo.
Ogni anno allenatori e animatori così matti da pagarsi il biglietto del viaggio e da stare almeno 15 giorni ad Haiti impegnandosi a far giocare ragazzi e ragazze degli orfanotrofi, dei quartieri più disagiati, di centri comunitari e di oratori haitiani.
Dalle poche centinaia di bambini delle prime missioni la realtà è cambiata molto. Dall’estate 2014 quasi 1000 bambini ogni giorno sono impegnati con i nostri volontari in attività sportive e animazione, dal mattino alla sera.
Dal 2013 viene realizzata la Giornata Nazionale dello Sport allo Stadio, una giornata all’insegna del gioco e dell’animazione per 1000 bambini di strada haitiani.
 
Cosa vuol dire portare lo sport ad Haiti non è facile da spiegare. 
Bisognerebbe essere lì per provare a trovarsi assaliti da bambini che non hanno niente ma che ti regalano gioia, sorrisi, abbracci a non finire. 
Bisognerebbe essere lì per vedere da vicino gente che vive in condizioni disumane "saltare di gioia" per l'idea di mettere insieme una squadretta che giochi qualche partitella di quartiere.
Emozioni uniche, che solo vissute rendono pieni i cuori e felici le persone.

Ma come sapete il CSI non c'è solo ad Haiti. 
In giro per il mondo (Africa, sud America, est Europa), oggi ci sono circa 15 progetti internazionali realizzati dai comitati del Centro Sportivo Italiano.
Il bello è che non abbiamo nessuna intenzione di fermarci. 

Dall’estate 2015 i volontari del Centro Sportivo Italiano sono impegnati anche in Camerun e Albania, per provare a ripetere il sogno che si è avverato ad Haiti.
Perché andare così lontano per portare lo sport come strumento educativo? 
Perché andare ad Haiti (o in altri paesi) significa semplicemente aprire la nostra finestra sul mondo e andare dove c'è bisogno di esserci. Difficile ma possibile. Perché i bambini sono bambini, in ogni parte del mondo.

E quindi perché fermarsi dopo Haiti?

Intanto il CSI ad Haiti oggi c'è! Sino a qualche anno fa questo sembrava follia. E allora perché non essere folli ancora una volta pensando che tutto questo può ripetersi ancora? Perché non sognare che in Camerun e in Albania i bambini ed i ragazzi di strada non potranno tra qualche anno vivere quello che i loro coetanei haitiani hanno vissuto durante le missioni di Volontariato Sportivo Internazionale del CSI?! Perché non estendere, infine, ogni anno a nuove realtà sparse nel mondo la nostra proposta di sport e di vita?!

La morale è semplice. 
Credete sempre nell'impossibile. Lanciate ai vostri ragazzi sfide e proposte impegnative che li costringano a sporcarsi le mani con la vita. Difficilmente resterete delusi.

È quello che è capitato a noi. Ci abbiamo provato e ci avete sorpreso ancora una volta. Ad aprire il CSI ad Haiti, in Camerun e in Albania non siamo stati noi. Siete stati voi! E dovete esserne orgogliosi!!!

Apriamo dunque nuove strade per portare nel mondo tutto questo, noi e voi…insieme.

Giocare per credere...

 

OBIETTIVI

VISION: Diffondere lo sport e i valori ad esso correlati ai giovani portando un pallone anche nelle “periferie del mondo”.

MISSION: Attraverso le missioni internazionali di CSI per il Mondo realizzare progetti di Volontariato Sportivo Internazionale esportando il modello sportivo/educativo che caratterizza la vocazione e l’operato del Centro Sportivo Italiano.

 

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