CSI per il Mondo

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CSI PER IL MONDO: VOLONTARIATO SPORTIVO INTERNAZIONALE

 

Forte dell’esperienza maturata negli ultimi anni, durante i quali sono già partiti più di 200 giovani per vari Paesi in via di sviluppo, CSIperilMondo, il progetto di Volontariato Sportivo Internazionale del Centro Sportivo Italiano, è pronto ad attivare le missioni estive 2018.

Nella Sala Giunta del CONI a Roma, il 23 maggio 2016 si è insediato ufficialmente il Comitato d’Onore che sostiene il progetto nei suoi valori e nei suoi obiettivi e avrà funzione di indirizzo strategico per lo sviluppo dell’iniziativa. Il Comitato sarà composto da: Giovanni Malagò, Presidente del CONI, coadiuvato dal Segretario Generale Roberto Fabbricini; Mons. Melchor Sanchez de Toca, Sottosegretario al Pontificio Consiglio della Cultura; Diana Bianchedi, Direttore Generale del Comitato promotore di Roma 2024; Marco Brunelli, Direttore Generale Lega Serie A; Raffaele Chiulli, Presidente dell’ARISF (Associazione delle Federazioni Sportive riconosciute dal CIO); Silvia Costa, Parlamentare europeo; Cristiano Habetswallner , Responsabile Sponsorship TIM Telecom Italia; Mohammed Hanzab, Presidente di ICSS (International Centre for Sport Security) e di Save the Dream; Gianni Gola, membro della commissione CIO “Sport per Tutti”; Gianni Letta, ex Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri;   Gianni Merlo, Presidente AIPS (Associazione Internazionale della Stampa Sportiva); Andrea Monti, direttore de La Gazzetta dello Sport; Massimo Moratti , promotore di Inter Campus; Luca Pancalli, Presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico); Mario Pescante, membro CIO (Comitato Olimpico Internazionale); Michele Uva, direttore generale FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio).

I giovani delle società sportive di base che hanno aderito volontariamente alla “chiamata” del CSI metteranno a disposizione il loro tempo per condividere un’esperienza umana unica nel suo genere e portare una testimonianza forte dei valori sportivi del nostro Paese. Tra loro giovani allenatori, animatori, arbitri e dirigenti volontari, con esperienza maturata nel CSI come associazione di promozione sportiva italiana ma non solo: aderiscono anche ragazzi e ragazze che intendono condividere sul piano umano ed educativo un impegno e trasformare una occasione di incontro in un momento di crescita per loro e per le comunità che li accoglieranno.

Per i volontari presenti (tutti ragazzi tra i 20 e i 30 anni: Giulia, Paola, Luca, Alberto, Antonietta, Davide e Gaia) ha parlato la loro coordinatrice, Valentina: “Il sogno che non abbiamo realizzato vorremmo fosse il sogno di ognuno di voi”. Tutti i volontari si pagano il biglietto aereo di tasca loro: i risparmi sono messi da parte per portare sport, gioco, cultura sportiva e un sorriso nei Paesi più arretrati.

In questo senso, il CSI intende sottolineare con particolare entusiasmo la riuscita della proposta che ha lanciato verso i giovani, i quali hanno dimostrato di sapere cogliere e far proprio il messaggio di Papa Francesco, pronunciato il il 7 giugno 2014, incontrando in Piazza San Pietro i ragazzi delle società sportive di base; il Pontefice aveva invitato le nuove generazioni a “portare un pallone nelle periferie del mondo”.

Le prime missioni che saranno attivate sono quelle del periodo estivo e riguardano il Camerun (dal 16 luglio all’8 agosto), dove sono in programma alcune iniziative di “inaugurazione” del programma di CSIperilMondo anche di carattere istituzionale; Kenya (dal 18 al 25 luglio); Haiti (dal 6 al 28 agosto), impegno consolidato per CSIperilMondo sin dal post terremoto; il Congo (dal 29 luglio al 19 agosto), l’Albania (dal 30 luglio al 13 agosto) e il Brasile (dal 3 al 22 agosto), che vede il CONI in prima fila nell’ideazione e nell’organizzazione della missione, riservata, nell’anno delle Olimpiadi, a volontari selezionati.

Nella seconda parte dell’anno, durante il periodo autunnale e invernale, saranno previste altre missioni che arricchiranno il programma dei prossimi mesi, coinvolgendo altri Paesi in via di sviluppo: Ruanda, Repubblica Centrafricana, Madagascar, Nepal, Colombia e Palestina. Con il progetto CSIperilMondo, il Centro Sportivo Italiano è ancora una volta al servizio dello sport educativo e, in questo senso, si stanno programmando anche alcune iniziative specifiche verso il mondo degli immigrati e dei giovani rifugiati.

 

CSI PER IL MONDO... DAL 2011 IL SOGNO DI UN PROGETTO MONDIALE!

 

Alle origini di un progetto mondiale. È cominciato tutto così… 

Haiti dista 1142 km chilometri da Miami. In pratica meno di due ore di volo.

Haiti è il paese meno sviluppato dell'emisfero settentrionale e uno dei più poveri al mondo. Haiti occupa la 153ª posizione su 177 paesi classificati in base all'Indice di sviluppo umano. Circa l'80% della popolazione vive in una condizione di povertà degradante, il 54% vive con meno di un dollaro al giorno, posizionando così il paese al penultimo posto nel mondo nella relativa classifica.

Follie incomprensibili della società del nostro tempo.

Parte della popolazione mondiale vive in condizioni di "ricchezza" (tra questi ci siamo anche noi, anche se ci lamentiamo per la crisi e la Spending review). Un'altra parte della popolazione mondiale vive invece in condizioni di povertà (e spesso non si lamenta ma ringrazia Dio ogni giorno per il dono di essere vivi). Tra queste c' è anche il popolo haitiano.

Come si vive ad Haiti è difficile da spiegare. L'età media di vita supera di poco i 30 anni. Dimenticata da tutti e dal mondo, colpita dalla tragedia di un terremoto travolgente, alle prese con epidemie di colera e con “baraccopoli” che ospitano oltre 250 mila persone, la capitale del paese sembra appartenere ad un viaggio nel tempo che riporta indietro di almeno 100 anni.

Qui persino giocare è un lusso. I bambini non hanno palloni da rincorrere, non hanno spazi in cui giocare (sembra assurdo ma è così!)  non hanno magliette da indossare.

Francamente aprire il CSI ad Haiti sembrava una "follia" prima di tutto a noi. Ci riusciremo? Saremo in grado? Dove troveremo le risorse? 

Quella follia abbiamo scelto di condividerla, a partire da Settembre 2011, con tutta l'associazione. Come è andata a finire? Semplice. Abbiamo realizzato l’impossibile.

Dal 2011 ogni estate un numero sempre maggiore di volontari provenienti dalle società sportive del Centro Sportivo Italiano sono partiti, con lo stemma del CSI sulla maglietta e una missione: portare gioia e speranza con un pallone nei luoghi più difficile del mondo.

Ogni anno allenatori e animatori così matti da pagarsi il biglietto del viaggio e da stare almeno 15 giorni ad Haiti impegnandosi a far giocare ragazzi e ragazze degli orfanotrofi, dei quartieri più disagiati, di centri comunitari e di oratori haitiani.

Dalle poche centinaia di bambini delle prime missioni la realtà è cambiata molto. Dall’estate 2014 quasi 1000 bambini ogni giorno sono impegnati con i nostri volontari in attività sportive e animazione, dal mattino alla sera.

Dal 2013 viene realizzata la Giornata Nazionale dello Sport allo Stadio, una giornata all’insegna del gioco e dell’animazione per 1000 bambini di strada haitiani.

 

Cosa vuol dire portare lo sport ad Haiti non è facile da spiegare. 

Bisognerebbe essere lì per provare a trovarsi assaliti da bambini che non hanno niente ma che ti regalano gioia, sorrisi, abbracci a non finire. 

Bisognerebbe essere lì per vedere da vicino gente che vive in condizioni disumane "saltare di gioia" per l'idea di mettere insieme una squadretta che giochi qualche partitella di quartiere.

Emozioni uniche, che solo vissute rendono pieni i cuori e felici le persone.

Ma come sapete il CSI non c'è solo ad Haiti. 

In giro per il mondo (Africa, sud America, est Europa), oggi ci sono circa 15 progetti internazionali realizzati dai comitati del Centro Sportivo Italiano.

Il bello è che non abbiamo nessuna intenzione di fermarci. 

Dall’estate 2015 i volontari del Centro Sportivo Italiano sono impegnati anche in Camerun e Albania, per provare a ripetere il sogno che si è avverato ad Haiti.

Perché andare così lontano per portare lo sport come strumento educativo? 

Perché andare ad Haiti (o in altri paesi) significa semplicemente aprire la nostra finestra sul mondo e andare dove c'è bisogno di esserci. Difficile ma possibile. Perché i bambini sono bambini, in ogni parte del mondo.

E quindi perché fermarsi dopo Haiti?

Intanto il CSI ad Haiti oggi c'è! Sino a qualche anno fa questo sembrava follia. E allora perché non essere folli ancora una volta pensando che tutto questo può ripetersi ancora? Perché non sognare che in Camerun e in Albania i bambini ed i ragazzi di strada non potranno tra qualche anno vivere quello che i loro coetanei haitiani hanno vissuto durante le missioni di Volontariato Sportivo Internazionale del CSI?! Perché non estendere, infine, ogni anno a nuove realtà sparse nel mondo la nostra proposta di sport e di vita?!

La morale è semplice. 

Credete sempre nell'impossibile. Lanciate ai vostri ragazzi sfide e proposte impegnative che li costringano a sporcarsi le mani con la vita. Difficilmente resterete delusi.

È quello che è capitato a noi. Ci abbiamo provato e ci avete sorpreso ancora una volta. Ad aprire il CSI ad Haiti, in Camerun e in Albania non siamo stati noi. Siete stati voi! E dovete esserne orgogliosi!!!

Apriamo dunque nuove strade per portare nel mondo tutto questo, noi e voi…insieme.

 

Giocare per credere...

OBIETTIVI

VISION: Diffondere lo sport e i valori ad esso correlati ai giovani portando un pallone anche nelle “periferie del mondo”.

 

MISSION: Attraverso le missioni internazionali di CSI per il Mondo realizzare progetti di Volontariato Sportivo Internazionale esportando il modello sportivo/educativo che caratterizza la vocazione e l’operato del Centro Sportivo Italiano.

 

Il Centro Sportivo Italiano é un'associazione senza scopo di lucro, fondata sul volontariato, che promuove lo sport come momento di educazione, di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, ispirandosi alla visione cristiana dell'uomo e della storia nel servizio alle persone e al territorio.


Tra le più antiche associazione di promozione sportiva del nostro Paese, il Csi risponde ad una domanda di sport non solo numerica ma qualificata sul piano culturale, umano e sociale. 

Da sempre i giovani costituiscono il suo principale punto di riferimento, anche se le attività sportive promosse sono rivolte ad ogni fascia di età. 

Educare attraverso lo sport è la missione del Centro Sportivo Italiano. Questo è ormai consolidato nella prassi e nella coscienza dell'associazione a tutti i livelli.

Lo sport inteso dal Csi può anche essere uno strumento di prevenzione verso alcune particolari patologie sociali quali la solitudine, le paure, i timori, i dubbi, le devianze dei più giovani. Un'attività sportiva organizzata, continuativa, seria, promossa da educatori, allenatori, arbitri, dirigenti consapevoli del proprio "mandato" educativo, infatti, aiuta i giovani ad andare oltre, ad abbandonare gli egoismi e ad affrontare la strada della condivisione, della sperimentazione del limite, della conoscenza di sé.

Proprio per questo, il CSI prevede un'articolazione della proposta sportiva nel rispetto delle età e dei bisogni di ciascun atleta, permettendogli in tal modo di scoprire il meglio di sé, di imparare a conoscere il proprio corpo, a valorizzarlo, a stimarlo.

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